Mindfulness, Performance e Benessere

 

Oggi affrontiamo un tema caro a molti: parleremo infatti di mindfulness e del concetto di benessere sul lavoro.

Innanzitutto tale concetto è soggettivo, perché i criteri che contribuiscono a far percepire il luogo di lavoro come piacevole possono essere differenti da persona a persona: il benessere all’interno di un’organizzazione dipende infatti sia dalle condizioni di contesto sia dalle interpretazioni che i singoli individui danno del loro stare nell’organizzazione. In ogni caso, la condizione di benessere non è acquisita una volta per tutte, ma dev’essere curata di continuo.

Esiste una relazione diretta tra benessere e performance: maggiori gradi di benessere portano a migliori risultati in termini di produttività, vendite e creatività; viceversa, minori gradi di benessere conducono a un peggioramento della performance. Non sono importanti solo le risorse materiali, ma un ruolo fondamentale è giocato anche dal senso emozionale e affettivo di partecipazione che porta a dare il meglio di sé nei ruoli che si ricoprono.

Tra le cause che conducono a uno stato di malessere all’interno delle organizzazioni ci possono essere emozioni negative come la paura, l’egoismo, la tristezza e l’insicurezza; ad ogni modo esiste una strada che consente di convivere con queste sensazioni, talvolta inevitabili, e valorizzarne gli aspetti positivi: si tratta della mindfulness, ossia della consapevolezza.

 

DENTRO LA MINDFULNESS

La mindfulness è una modalità di prestare attenzione al susseguirsi di ogni singolo momento vissuto in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza. Migliorare questa modalità di prestare attenzione permette di cogliere con maggiore prontezza il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. In questo modo la mindfulness può far giungere al cosiddetto “stato di grazia”, ovvero a un’intelligenza emotiva che permette di vivere e gestire più facilmente tali condizioni negative migliorando le proprie performance.

Lo stato di grazia è identificabile in alcuni fattori quali:

  • Piena aderenza della mente e della percezione agli eventi in corso;
  • Armonia con se stessi;
  • Sensazione che l’energia fluisca senza sforzo;
  • Pieno controllo dei propri mezzi e delle proprie risorse.

EFFETTI DELLA MINDFULNESS

Due ricerche, condotte rispettivamente dall’Associazione Managerzen di Parma e dall’Università di Verona, sembrano confermare l’esistenza di un collegamento diretto fra l’esercizio della consapevolezza e il miglioramento delle performance organizzative, passando per l’aumento di uno stato di benessere individuale.

Secondo alcuni, il pregio maggiore della mindfulness sarebbe quello di aiutare le persone a concentrarsi più sull’azione che sul risultato, andando quindi a migliorare la consapevolezza e il focus delle persone sui processi che garantirebbero il raggiungimento dello scopo prefissato anziché sugli obiettivi.

Oltre a essere alla base della crescita personale e dello sviluppo professionale, la mindfulness aiuterebbe a gestire lo stress lavoro-correlato, andando a ridurre i rischi legati agli orari lavorativi sempre più lunghi, al sovraccarico informativo e al burnout.
E se in Italia la pratica della meditazione associata al lavoro è perlopiù affidata ai singoli dipendenti, soprattutto manager e dirigenti, perché considerata ancora troppo new age dalle organizzazioni, in America questa pratica è una realtà già diffusa in aziende del calibro di Linkedin e Google. Il colosso di Mountain View infatti è stato tra i primi a sviluppare un programma (denominato Search Inside Yourself) con l’obiettivo di allenare piccoli gruppi di dipendenti alla mindfulness lavorando su 3 step principali: allenare l’attenzione, migliorare la conoscenza di sé e creare abitudini mentali.

Chi li ha frequentati (la lista d’attesa è lunga anche 6 mesi) assicura di aver completamente cambiato il proprio modo di gestire lo stress e le situazioni quotidiane, nonché di aver apprezzato l’esperienza per la sua duplice capacità di essere sia un’occasione di miglioramento individuale sia di incremento dell’efficienza lavorativa.

Allo stesso modo, anche l’azienda ha potuto beneficiare di questa pratica per due ragioni principali: i miglioramenti esperiti dai propri collaboratori e la soddisfazione degli stessi verso un posto di lavoro capace di dare quest’opportunità ai propri dipendenti, un’opportunità dai forti risvolti anche nella vita di tutti i giorni.

 

 

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