Work-life disintegration?

 

 

Cari lettori buongiorno!

Oggi affronteremo un tema caro a molti: si tratta del work-life balance.
Con questa espressione si intende una vera e propria scomparsa del confine tra l’ambito della vita privata e quella lavorativa che ci permetta di essere connessi, reperibili e disponibili anche durante il nostro tempo libero. Ma niente paura: tutto ciò trova la sua controparte nella possibilità di poter dedicare qualche ora della propria giornata lavorativa a un impegno personale, alla famiglia oppure semplicemente a una chiacchierata con un amico.

Molti sono gli spunti collegati al work life balance, tema sempre più legato alla pratica dello smart-working e argomento ampiamente discusso a livello teorico: lo ritroviamo infatti citato in numerosi articoli e oggetto di innumerevoli convegni.
Il punto centrale che vogliamo trattare noi oggi però non è tanto quello relativo al fatto che la work-life integration possa essere più o meno auspicabile, né tantomeno inoltrarci nel dilemma sulla facilità o meno di poterla adottare, quanto piuttosto quello legato a come una cattiva gestione dei due ambiti possa risultare contro-produttiva sia per i collaboratori sia per i manager. Lo faremo in termini di comportamenti osservabili, i quali possono condurre a situazioni limite, come ad esempio stati di stress e ansia, in modo da cercare di stimolare alcuni spunti di riflessione differenti rispetto a quello che è il dibattito tradizionale che ha caratterizzato questo tema.

Per prima cosa, proviamo a metterci nei panni di un collaboratore che, per qualsiasi evenienza, problema o ostacolo, sa di poter far riferimento al proprio capo anche quando quest’ultimo ha preso una giornata di ferie.
Di primo acchito questa potrebbe sembrare una situazione ottimale, poiché permette al collaboratore di potersi confrontare col proprio superiore beneficiando della quasi totale assenza di barriere spazio-temporali. Riflettendoci però, non pensate forse che questo meccanismo di delega verso l’alto allontani dalle proprie responsabilità, arrivando a uccidere la proattività?

 

NEL CONTESTO ODIERNO

È necessario fermarsi un attimo e riflettere sul fatto che a fronte di numerosi benefici, il fatto di essere raggiungibili ovunque, in tempo reale e in qualsiasi parte del mondo grazie a infiniti canali, per quanto auspicabile porti con sé anche delle criticità, prima tra tutte la lenta perdita della capacità di saper gestire l’ansia e lo stress correlati alla decisione e del coraggio di fare una scelta in autonomia assumendosene la piena responsabilità.
È necessario quindi recuperare la capacità di vivere nell’incertezza, almeno fino al momento in cui non si conoscano gli esiti della propria decisione.

C’è inoltre chi potrebbe sostenere una tesi complementare che porta a individuare un’altra fonte di stress legata a questa situazione: si tratta della possibilità per cui l’essere reperibile in qualsiasi ora della giornata, anche al di fuori dell’ufficio, potrebbe causare al lavoratore la percezione di essere costantemente monitorato e controllato e, di conseguenza, disincentivare la sua motivazione al lavoro.

Anche analizzando la questione dal punto di vista del capo è possibile cogliere alcune criticità a livelli di comportamenti osservabili: la volontà di essere sempre connesso e reperibile può essere sinonimo di un’ossessione per il controllo, tale per cui si sente l’esigenza di essere al corrente dello stato di avanzamento lavori o, secondo un’altra prospettiva, di un’incapacità di gestione dell’ansia legata al non avere (o alla percezione di non avere) il tempo necessario per prendere una decisione più strategica e di lungo periodo.

Proprio a quest’ultimo aspetto è legata la riflessione conclusiva: poter risolvere problemi, soddisfare le esigenze di un cliente, rispondere a telefonate ed email in tempo reale favorisce sicuramente la formulazione di risposte molto rapide ed efficienti. Ma cosa ne rimane dell’efficacia? E della possibilità di allenare una visione prospettica?

 

 

Condividi l’articolo

Privacy Policy | Cookie Policy