Consigli essenziali per affrontare un Assessment

 

È arrivata la fatidica chiamata che annuncia il vostro coinvolgimento a breve in un percorso di Assessment e state già cercando su internet le dritte e i segreti per superare al meglio la prova?

Niente panico! Ecco una breve guida di sopravvivenza per non farvi trovare impreparati.

Partiamo dalla definizione: che sia individuale o di gruppo, di selezione o del potenziale, la metodologia dell’Assessment consente una valutazione del personale al fine di far emergere l’insieme delle caratteristiche comportamentali, delle attitudini e delle competenze individuali di ogni risorsa.

Per riuscire nel suo intento, esso si avvale di una serie di strumenti che permettono di osservare in maniera mirata le capacità oggetto di indagine. Pertanto, questionari e dinamiche individuali e di gruppo saranno all’ordine dell’ora – già, perché i ritmi saranno serrati e la tabella di marcia densa e articolata.

Le prove solitamente si suddividono in base a due tipologie: individuali e di gruppo.

Fanno parte della prima categoria tutte quelle esercitazioni che consistono nella compilazione di questionari, brevi prework a risposta libera e role play, ovvero simulazioni in cui sarete chiamati a calarvi in uno scenario particolare al fine di raggiungere un determinato risultato.

La seconda tipologia fa invece riferimento a dinamiche in cui dovrete lavorare in squadra per svolgere un compito pratico e risolvere una serie di problemi organizzativi entro un determinato tempo limite. Solitamente si tratta di argomenti o scenari fittizi, e la finalità è quella di far emergere un dibattito o una discussione in virtù di un obiettivo da raggiungere.

 

 

Sulla base della grande varietà di strumenti e scenari a disposizione, ecco una serie di suggerimenti che potrebbero esservi utili in vista di un Assessment:

 

Attenzione al tempo
Uno degli aspetti più importanti quando si è coinvolti in un Assessment è la gestione del tempo.
La maggior parte delle prove hanno una durata massima entro la quale dovranno essere svolte le diverse consegne; esserne consapevoli diventa dunque fondamentale per poter gestire al meglio la propria prestazione. Il consiglio base? Avere un orologio al polso!

 

Parola d’ordine: concentrazione
Sarà necessaria sia per salvaguardare la propria performance, sia per poter gestire eventuali imprevisti…Perché come ogni vera prova che si rispetti, l’inatteso è sempre pianificato dietro l’angolo.

 

Il terzo incomodo
La presenza di osservatori silenti sarà costante durante l’intero processo (soprattutto nelle dinamiche individuali o di gruppo), pertanto è bene non farsi distrarre o limitare dalla loro co-esistenza all’interno del setting. Potrà sembrare di essere sotto esame, e questo aspetto potrebbe inibire la vostra prestazione e innalzare i livelli di stress e ansia, ma in fondo ciò che davvero conta è come si gestisce la situazione. Proprio così, non esistono stratagemmi o comportamenti da mettere in atto che possano aiutarvi con certezza a superare brillantemente una prova - esiste invece la possibilità di essere consapevoli di ciò che si sta affrontando al fine di poterne trarre il meglio.

 

Essere se stessi
Non è richiesto (e soprattutto non serve a niente) mostrarsi diversamente da come si è. Assumere uno stile di partecipazione artefatto potrebbe essere controproducente, non soltanto perché nel corso delle varie prove e osservazioni incrociate i comportamenti reali di ognuno verrebbero fuori inevitabilmente, ma anche perché si perderebbe il senso vero e proprio della valutazione.

Quello che l’Assessment restituisce infatti è una fotografia di noi stessi di fronte a diverse situazioni e in contesti più o meno conosciuti: questo deve servire ad aumentare la consapevolezza di ciò che siamo e di come ci comportiamo, al fine di comprendere i nostri punti di forza ma soprattutto le aree di miglioramento.

In sintesi essere se stessi è un vantaggio anche per chi partecipa, per questo è fondamentale mettersi in gioco. Durante l’intera giornata si sarà chiamati a partecipare a diverse dinamiche ricoprendo ruoli con responsabilità e perimetri d’azione differenti: è importante calarsi nella parte per poter sperimentare come ci si comporterebbe in situazioni differenti da quelle a cui siamo abituati, senza però alterare il proprio atteggiamento e il proprio modo di essere.

 

Dover e saper comunicare
Che sia una presentazione iniziale oppure il dover negoziare il personale punto di vista durante una dinamica, sarà indispensabile esprimersi riuscendo a trasmettere il proprio pensiero con e agli altri, attraverso le adeguate modalità e il giusto grado di chiarezza.

 

Competitivi sì, ma con moderazione
La competitività è sicuramente una leva importante, ma non bisogna esagerare nel tentativo di essere o apparire vincenti rispetto a qualcun altro. L’obiettivo infatti non è primeggiare sugli altri, ma far emergere il proprio stile con il giusto grado di competitività.

L’ultimo - ma non meno importante - consiglio da mettere in evidenza riguarda la possibilità di vedere l’Assessment non solo come un momento di valutazione da parte dell’azienda committente, ma anche come un’occasione per mettersi alla prova e ottenere una maggiore consapevolezza dei punti di forza e delle aree di miglioramento. Potrebbe quindi essere un buon punto di partenza per costruire una modalità più adeguata di agire il vostro ruolo professionale.

 

 

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