Certificare le Competenze grazie al LIFEWIDE LEARNING

 

Occuparsi del riconoscimento e della certificazione delle competenze di ciascun individuo è ormai prioritario. Tale processo, oltre a rendere il proprio curriculum più convincente e solido, ha il fine di incentivare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, ma anche di valorizzare ciò che si può imparare nei diversi contesti con cui ci interfacciamo quotidianamente. Non a caso anche LinkedIn ha introdotto di recente la feature Skill Assessment, una funzionalità basata su quiz che permetterà di certificare le proprie competenze inserite nel profilo. L’obiettivo è quello di migliorare i processi di incontro tra domanda e offerta nell’ambito del lavoro tramite il riconoscimento delle competenze acquisite al di là del contesto professionale.

 

In uno dei nostri precedenti articoli abbiamo parlato di lifelong learning descrivendolo come un apprendimento che arricchisce, sviluppa e consolida in maniera continuativa il nostro bagaglio personale di competenze durante tutto l’arco della vita, superando la tradizionale divisione tra tempo-dello-studio e tempo-del-lavoro.

Questo concetto si ricollega alla fluidità dei confini che delimitano (o che non delimitano) i contesti all’interno dei quali siamo inseriti in quanto persone e, nello specifico, come professionisti.

 

Al lifelong learning possiamo quindi affiancare un altro concetto: stiamo parlando del lifewide learning, il quale riguarda invece la consapevolezza che gli apprendimenti avvengono in contesti e luoghi diversificati, che spesso si intersecano e si fondono.

La conoscenza e l’apprendimento non sono più quindi limitati ai soli contesti formali (la formazione degli ambiti accademici e scolastici, deputata al formal learning), ma si estendono anche a quelli lavorativi (si pensi ad esempio alle giornate di team building dove ha luogo il non formal learning) e in quelli della vita personale e del tempo libero che fornisce numerose opportunità di apprendimento mediante la pratica di uno sport o di un hobby, e dove emerge quello che viene definito l’informal learning. Quali competenze ci ha conferito l’aver fatto parte di una squadra sportiva? Che capacità sono messe in campo nel gestire il proprio ruolo di madre? L’aver affrontato un percorso di cura di una malattia ha migliorato le mie soft skills? E’ possibile codificare queste competenze e certificarle?

 

Il concetto di fondo è che l’esperienza di vita degli individui, le occasioni e le situazioni che si presentano come opportunità di crescita non si limitano solamente ai contesti specificamente finalizzati alla formazione.

I luoghi dell’apprendimento possono essere situazioni a forte appartenenza emotiva e culturale, nelle quali respirare e vivere con sicurezza momenti significativi della propria crescita e della costruzione della propria identità professionale.

 

Ciò che diventa importante sono quindi le opportunità che ogni persona può cogliere in   ambienti chiave differenti da quello professionale, che vanno dalla vita in generale, alla pratica di uno sport o un hobby, alla libertà politica, in ottica wide. Far parte di questi ambienti chiave assume altresì la prospettiva long in quanto ambienti estesi lungo un continuum esistenziale.

 

In conclusione, il tessuto reticolare costruito dal capitale sociale permette di definire un sistema per lo sviluppo delle capacità e delle opportunità in una prospettiva integrativa.

Il tema emergente diviene quindi l’attenzione, l’articolazione, ma soprattutto la valorizzazione un sistema di opportunità di apprendimento continue in termini di lifelong learning, ma soprattutto, un sistema di opportunità di apprendimento disseminate nei luoghi, nei tempi e nei diversi ambienti, non solo in quelli professionali.

Tale concezione permetterà quindi di sviluppare le capacità di ciascuno considerandole in un’ottica di integrazione tra contesti, considerando la fluidità dei confini degli stessi e concependole come il risultato di un inserimento in sistemi politici, sociali, economici e, più in generale, culturali.

 

 

Condividi l’articolo

Privacy Policy | Cookie Policy