Una breve guida in 6 punti per il nuovo mondo

 

In un recente articolo di Bloomberg Nassim Nicholas Taleb, ideatore del concetto del Cigno nero e dell’antifragilità, si è dichiarato sorpreso e irritato rispetto all’uso improprio del concetto da lui inventato per riferirsi alla situazione attuale di pandemia da Coronavirus. La sua reazione, spiega l’autore, nasce dalla assoluta prevedibilità della situazione, non tanto in relazione all’esplosione del virus ma più sul lockdown che ne è seguito.

L’autore ricorda infatti come per Cigno nero si intende un evento raro e imprevedibile, cosa che questa situazione, in seguito allo scoppio del virus in Cina, non è stata. La sua prevedibilità, sostiene l’autore, nasce proprio dalle caratteristiche del mondo in cui viviamo: un mondo di network, collegamenti e iper-collegamenti che permettono sempre di più, errori permettendo, la possibilità di prevedere a grandi linee alcuni fenomeni prima sconosciuti. Quindi, cosa è successo in questo caso?

Ciò che si è potuto vedere soprattutto nelle prime fasi di questo periodo, è stato un irrigidimento delle pratiche di business e delle norme sociali a cui prima eravamo abituati. Il drive che è stato utilizzato è sicuramente riconducibile alla paura dell’ignoto e del “non controllato”. Anche se la paura è un’emozione naturale ed è giusto ascoltarla, la maggior parte delle volte, come conseguenza, ci porta ad attaccarci a ciò che è noto per evitare anche solo di pensare a quello che non conosciamo e che non possiamo controllare. Seguire la paura invece che affrontarla non si rivela mai efficace nel momento in cui siamo chiamati per forza a cambiare.

Quello che abbiamo davanti è uno percorso del tutto nuovo con dei comportamenti, dei pensieri e delle regole che in parte possiamo prendere da prima ma in una chiave nuova e con un mindset diverso.

 

DOVE CI PORTA IL PERCORSO?

Non possiamo saperlo!

Riprendendo il concetto spiegato da Taleb, l’autore parla di questo periodo attraverso il concetto di non linearità statistica.
Secondo gli studi sulla probabilità, la non linearità rappresenta, attraverso le sue caratteristiche principali, il mondo in cui ci dobbiamo muovere oggi.

Per definizione, un sistema non lineare è caratterizzato da una sproporzione tra il numero di input noti, ciò che conosciamo fin dall’inizio, e il numero di output sconosciuti, ovvero i risultati possibili. Un altro aspetto interessante della non linearità è la sua impossibilità a essere risolta tramite soluzione analitiche: ciò di cui abbiamo bisogno infatti è qualcosa di molto diverso.

In questo contesto è molto difficile individuare e conoscere già in anticipo la meta a cui dobbiamo puntare.

 

QUINDI COSA POSSIAMO FARE?

Cambiare il focus.

Se non possiamo conoscere la meta finale, possiamo almeno concentrarci su come vivere questo viaggio e prenderne il meglio attraverso le competenze che in parte già conosciamo ma in un’ottica diversa, rendendolo così un viaggio caratterizzato da nuove conoscenze e continue opportunità da poter cogliere.

 

LA NOSTRA GUIDA: cosa ci hanno insegnato questi mesi

 

  1. UN NUOVO MINDSET RIVOLTO AL FUTURO “Non pensare che domani sarà più o meno come ieri”.
    La prima fondamentale competenza che è inserita nella nostra guida è legata a un radicale cambiamento di mindset e di modo di pensare al futuro. Per il tipo di mondo che stiamo vivendo oggi e per le sue caratteristiche è molto importante non solo adeguarsi al nuovo più o meno velocemente ma pensare al futuro con una prevedibilità diversa da quella a cui siamo abituati. L’errore di alcuni professionisti è facilmente individuabile nel tentativo di controllare ogni variabile basandosi sugli schemi fin troppo rigidi dell’oggi. L’apertura a qualcosa di indefinibile e molto distante da quello che conosciamo è sicuramente un passo molto grande da fare ma, con i tempi giusti e il supporto di un giusto network, è possibile.

  2. GESTIONE del RISCHIO

Sempre per rimanere nell’ambito delle probabilità, è importante in questo momento anche saper gestire il rischio. Questo tipo di gestione non può più essere semplicemente rintracciabile a livello operativo o strategico ma deve soprattutto essere presente a livello emotivo. Come ci spiegano alcuni dei grandi autori del settore psicologico ed economico, le scelte che spesso facciamo nella nostra vita lavorativa non sono mai totalmente guidate dalla razionalità. In questo senso, è necessario per avere una buona gestione del rischio, allenare la consapevolezza emotiva e fare propri gli strumenti per gestire le nostre emozioni al momento giusto e nella modalità giusta.

 

3. ANTIFRAGILITÀ

Il concetto di antifragilità, introdotto dallo stesso Taleb, oggi più che mai ci viene in aiuto. Con antifragilità l’autore fa riferimento alle entità (situazioni, progetti, ...) che traggono beneficio dagli shock e dai cambiamenti continui, crescendo e prosperando proprio nel disordine e nella casualità. Possedere questa competenza ed essere dei professionisti antifragili non sempre risulta semplice; si tratta, infatti, di un esercizio continuo che prevede anche la ricerca in prima persona di situazioni sconosciute e non facilmente controllabili. Esplorare questi territori potrebbe quasi essere inteso come un tentativo di andare contro una spinta tipica del comportamento umano, ovvero cercare la sicurezza e ciò che è già a noi noto. Per queste caratteristiche, l’antifragilità è una competenza su cui formarsi attraverso la conoscenza e il continuo esercizio

 

4. CREATIVITÀ
Per usarla al meglio, la creatività ha bisogno di essere descritta attraverso un processo diverso da quello che spesso intendiamo. Molti professionisti confondono il momento creativo come un evento epifanico durante la ricerca di una soluzione a un problema o l’inizio di un nuovo progetto, qualcosa che appare di colpo nella nostra mente senza alcuna preparazione in precedenza. In realtà, la creatività è una competenza che nasconde un lungo percorso dove pensieri, strategie ed errori si intrecciano fino a portare a una soluzione (forse) definitiva. La creatività sta proprio nel percorso che porta poi alla scelta finale e più efficace che decideremo di usare. Perché sia davvero utile, la creatività deve essere il più possibile allenata in modo tale da aiutarci a risparmiare tempo in questo mondo caratterizzato da cambiamenti rapidi e continui.

 

5. USARE BENE LE NOSTRE ABITUDINI
Spesso le nostre abitudini ci aiutano a sentirci sicuri e, quando diventano automatismi, ci permettono anche di velocizzare alcuni semplici comportamenti che mettiamo in atto nella nostra vita quotidiana. Al lavoro, le abitudini possono portare i benefici appena descritti ma è molto importante sottolineare anche le gravi conseguenze legate proprio al loro inserimento automatico nelle nostre attività lavorative. Il cristallizzarsi di alcune abitudini e di alcuni modi di pensare abitudinari non ci permettono di accettare l’incontrollabilità che dobbiamo aspettarci nel nostro futuro. Per evitare questa rigidità è necessario mettere in discussione alcune pratiche che prima ritenevamo scontate e solide e capire se davvero ci sono utili ora e nel nostro futuro.

 

6. APPRENDIMENTO CONTINUO
La capacità di rimanere sempre aggiornati e al passo con la ricerca a volte può risultare semplice da dire ma complicata da integrare nella nostra agenda lavorativa. La rapidità di questo mondo rischia, infatti, di distrarci da ciò che ormai è diventata un’esigenza: continuare a studiare. Spesso questa competenza rischia di essere solo un titolo vacuo senza un vero e proprio rimando nella nostra quotidianità lavorativa. La difficoltà, insieme alla rapidità della nostra società come citato prima, risiede anche nella fatica di dover studiare di nuovo dopo i tanti anni passati sui libri.
Anche in questo, è importante guardare all’apprendimento continuo sotto una luce diversa: l’aggiornarsi deve infatti diventare sinonimo di curiosità e continua ricerca e non fatica. Uno degli obiettivi finali dell’apprendimento continuo è anche quello di evitare la cristallizzazione del nostro sapere, cercando di approcciarci il più umilmente possibile e con la mente aperta a ciò che di nuovo ci può aiutare, essere utile e arricchire come professionisti.

 

Pronti a partire?

 

https://www.newyorker.com/news/daily-comment/the-pandemic-isnt-a-black-swan-but-a-portent-of-a-more-fragile-global-system

 

 

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