L’antifragilità: che cos'è e come può essere utile alle organizzazioni e agli individui

 

Per molto tempo si è parlato di resilienza: ora questo concetto si evolve nel costrutto dell'antifragilità, una dimensione imprescindibile in questo periodo di forti cambiamenti.
Scopriamo insieme che cos'è e perchè è così importante per individui e aziende, come misurarla e soprattutto come e perchè allenarla e potenziarla, per essere pronti ad affrontare le sfide  di domani con successo.

 

Il contesto di riferimento

Le recenti vicende hanno accelerato e sistematizzato la diffusione di nuovi scenari organizzativi riconducibili al contesto VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity). Questa fisiologica instabilità strutturale sta a sua volta promovendo e valorizzando competenze legate alla capacità di muoversi con agilità e profitto in ambienti caratterizzati da elevata velocità evolutiva e basse prevedibilità e controllabilità.

 

Cos'è e in cosa consiste l’antifragilità

L’antifragilità si configura come una capacità particolarmente efficace in contesti di questa natura e, dunque, come una competenza da capitalizzare e sviluppare all’interno delle organizzazioni.

In modo sintetico possiamo definire l’antifragilità come la capacità di adattamento funzionale ed evolutivo -e non semplicemente adattativo- al cambiamento, basata su una propensione proattiva verso quest’ultimo, il quale non solo non viene evitato, ma può, spesso, essere volontariamente ricercato. In termini di semantica comportamentale si configura dunque come l’opposto della fragilità, che può essere definita come il tentativo di iper proteggersi da qualsiasi cambiamento, inibendo così ogni opportunità evolutiva in un contesto incerto. Emerge una differenza rilevante anche con il costrutto della resilienza, che si connota come una modalità di resistenza efficace ma tendenzialmente statica verso il cambiamento.

Un presupposto essenziale dell’antifragilità è costituito infatti dalla vulnerabilità, intesa come la capacità di accettare di essere feriti per potersi aprire al nuovo, scoprirlo e riuscire a trasformare il negativo in un vantaggio, il limite in un’opportunità.

Riassumendo dunque quanto finora esposto, possiamo affermare che l’antifragilità consiste nel saper intravedere e realizzare opportunità e nuove possibilità laddove gli altri vedono un ostacolo.

Esaminando invece il costrutto più nel dettaglio, è possibile osservare come questo si articoli in quattro dimensioni[1]:

 

  • Adattamento proattivo, ovvero la capacità di reagire in modo proattivo di fronte a situazioni impreviste, cogliendone i vantaggi e trasformando i limiti in opportunità per evolvere
  • Evoluzione agonistica, intesa come la motivazione verso situazioni nuove con curiosità per il cambiamento, ricercando sfide in cui contemplare anche il fallimento, alla scoperta di nuove possibilità
  • Agilità emotiva, da intendere come la capacità di lasciarsi coinvolgere e di trasformare il vissuto emotivo in energia o distaccandosi emozionalmente per gestire al meglio se stessi
  • Distruttività consapevole, cioè la capacità di superare il condizionamento della conoscenza, eliminando consapevolmente i vincoli mentali disfunzionali al superamento della sfida

 

Queste quattro dimensioni definiscono un quadro articolato e interconnesso della capacità nel suo complesso, consentendo una lettura integrata e coerente del profilo di antifragiltà attraverso la correlazione tra gli indicatori.

 

 

 

Utilità e finalità della competenza

Da quanto finora esposto, risulta dunque evidente come misurare l’antifragilità supporti la costruzione e la valutazione di efficacia di abilità chiave[1] del contesto attuale quali:

 

  • Adattamento all’incertezza
  • Gestione dell’imprevisto
  • Apertura al cambiamento
  • Gestione strategica dell’errore
  • Gestione delle emozioni
  • Superamento dei vincoli psicologici

Trattandosi di una competenza organizzativa potenzialmente presente in ogni individuo e in ogni contesto, oltre a essere misurata può essere allenata e potenziata, trovando applicazione sostanzialmente in tutti i processi HR driven e in tutti i principali ambiti organizzativi secondo il quadro di sintesi qui sotto riportato.

 

Antifragilità in ambito organizzativo - Utilità

Individuo

Organizzazione

Conoscere e definire

Misurare

Allenare e potenziare

 

Antifragilità in ambito organizzativo - Applicazioni

 

Recruiting

Assessment

Valutazione del potenziale

Formazione

Vision & Mission

Cultura organizzativa

Team Building

 

Percorsi di crescita mirati

Coaching

Sviluppo del potenziale

Orientamento carriera

 

Leadership

Talent Management

 

 

Conclusioni

L’antifragilità mostra tutte le caratteristiche di una capacità, se non imprescindibile, quantomeno altamente funzionale all’attuale contesto, alle sue sfide che doranno essere affrontate, alle sue opportunità che dovranno essere colte e ai suoi rischi che dovranno essere gestiti, nel segno di una efficace e performante agilità organizzativa, comportamentale ed emotiva.

 

 

 

[1] Fonte: Giunti Psychometrics, Anti-Fragile Questionnaire

[1] Fonte: Giunti Psychometrics, Anti-Fragile Questionnaire

 

Riferimenti bibliografici:

Nassim Nicholas Taleb, Antifragile

Nassim Nicholas Taleb, Il Cigno Nero

Giunti Psychometrics, Anti-Fragile Questionnaire



Condividi l’articolo

Aegis Srl – società soggetta all’ attività di direzione e coordinamento di Aegis HCG s.r.l.
Privacy Policy | Cookie Policy | Whistleblowing