I rischi del feedback sandwich

 

La tecnica del feedback sandwich è sicuramente la più conosciuta in circolazione, anche grazie al fatto che negli anni è stata utilizzata in diversi ambiti.
Ciò non significa che sia a prova di rischi: esistono infatti diversi punti critici che potrebbero compromettere il raggiungimento dell'obiettivo.

 

LA TECNICA DEL FEEBACK SANDWICH

OVVERO IL FEEDBACK A TRE STRATI

Nello scorso articolo abbiamo approfondito la tecnica del feedback sandwich, un metodo per costruire un feedback che possa far riflettere e crescere l'interlocutore.
Come si evince dal nome, questa tecnica immagina il feedback come un panino a tre strati.
Il primo strato è dato da una parte morbida come la prima fetta di pane: secondo questa teoria bisogna infatti cominciare la restituzione del feedback con un'introduzione positiva, che mira a predisporre l'interlocutore all'ascolto. 
A questo deve seguire il vero cuore del feedback, il nostro condimento, dove concentrare la parte costruttiva del dialogo, ovvero le aree di miglioramento. Questa parte dev'essere sempre impostata non come una critica, quanto come un'analisi volta alla crescita: deve quindi contenere non solo un focus su cosa va migliorato, ma anche sul come farlo.
L'ultimo strato è composto da un'altra fetta di pane morbido: bisogna infatti chiudere con una nota positiva, spiegando all'altra persona gli effetti che si avranno se si perseguono i miglioramenti indicati, così da far comprendere anche all'altro gli obiettivi dietro agli spunti condivisi.

 

I RISCHI DEL FEEDBACK SANDWICH

Sebbene sia una tecnica ampiamente utilizzata sia in ambito professionale che privato, anche il feedback sandwich non è esente da rischi.
Il fatto che sia così conosciuto rischia infatti di predisporre negativamente l'interlocutore, che potrebbe sentirsi ingannato e arrivare a pensare che i messaggi positivi siano creati ad hoc con il solo scopo di infarcire la nota critica. Il feedback positivo potrebbe quindi sembrare finto o peggio, pur riconoscendone la veridicità, l'interlocutore potrebbe comunque non interiorizzarlo perché troppo concentrato sul fatto che si tratti di un semplice ammorbidente. 

Alle volte si verifica anche il rischio contrario, ovvero che l'interlocutore si concentri molto sul lato positivo del messaggio (che solitamente viene accompagnato da esempi  realmente accaduti) finendo per prestare poca attenzione agli spunti di crescita, e andando così a compromettere la parte più costruttiva dell'incontro.

Qual è quindi il modo migliore per assicurarsi che la tecnica del feedback sandwich funzioni, e si riesca davvero a proiettare l'interlocutore verso un miglioramento e una crescita?

Il consiglio fondamentale è sicuramente quello di ascoltare e conoscere il proprio interlocutore, anche e soprattutto quando siamo noi a dare il feedback: come ogni tecnica infatti non si applica in modo standardizzato a ogni situazione, ma va adattata e cucita intorno alla situazione e alla persona che ci troviamo davanti.

Questo adattamento dev'essere continuo, non solo in fase pre-feedback: le nostre parole e la nostra strategia va adattata anche a quelle che saranno le reazioni dell'altra persona e alla piega che prenderà il discorso, pena il rischio di sembrare un attore che recita un copione!


Vuoi approfondire i rischi in cui si può incorrere utilizzando la tecnica del feedback sandwich? 

Scarica subito la nostra infografica!

 

 

 

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