Come errori e fallimenti aiutano a migliorare le performance

 

Il cuore dei sistemi di performance management sta nella gestione delle prestazioni del proprio team: tutti sappiamo però che la vita lavorativa non è fatta solo di grandi performance, ma anche di errori e insuccessi.

 

L'importanza di una cultura dell'errore

In azienda, come nella vita, l'errore è spesso osteggiato e considerato come il peggior nemico da evitare con tutti i mezzi. La possibilità di sbagliare fa nascere paure, insicurezze e tensioni che bloccano la creatività e l'inventiva, e spesso ci spingono a conservare lo status quo senza prendere troppa iniziativa.

A chi non è mai capitato, pur di non rischiare, di ripiegare sulla solita strada anziché tentare quella nuova?

Da qui deriva l'idea che sempre più nelle organizzazioni sia necessario abbracciare la cultura dell'errore, intesa come iniziare a considerare l'errore non più come qualcosa da temere, ma anzi come un elemento integrante delle dinamiche aziendali, capace inoltre di far emergere il meglio di noi se opportunamente considerato e gestito.


Perché è importante sbagliare, anche in azienda

L'errore non è mai evitabile al 100%: la consapevolezza che la possibilità di sbagliare esiste sempre e ovunque è il primo passo per cambiare atteggiamento nei confronti del fallimento.

Ciò non significa che tutti gli errori debbano essere elogiati o favoriti: è necessario però uno spostamento di focus da chi ha commesso l'errore, molto spesso centro delle dinamiche aziendali, a perché l'errore è avvenuto, così che si possano cogliere gli elementi di miglioramento che gli insuccessi portano con sé.


Numerose ricerche hanno dimostrato che l'apprendimento risulta più efficace e duraturo se è basato sulla possibilità di sperimentare e vivere l'errore.
Esistono inoltre diversi esempi di idee e innovazioni nate in seguito a fallimenti: è il caso, tra gli altri, di John Pemberton, un farmacista che nel 1886 nel tentativo di trovare un nuovo farmaco per curare il mal di testa inventò la Coca-Cola, e di James Dyson, fondatore dell'omonimo brand che ha fatto i conti con ben oltre 5000 prototipi fallimentari prima di riuscire finalmente a progettare il modello di aspirapolvere che ha reso famosa la sua azienda.


La cultura dell'errore in particolare è alla base di tutto ciò che riguarda l'innovazione e la scoperta: non si possono trovare nuove soluzioni e approfondire nuovi ambiti se si è  paralizzati dalla paura di sbagliare, e non si impara a convivere con questa possibilità.

Basti pensare a settori come quello medico-farmaceutico o ai progetti di ricerca nel settore aerospaziale, fortemente improntati su questo approccio: quante delle cose che oggi conosciamo e diamo per scontate non sarebbero mai state scoperte o inventate senza che le persone che se ne sono occupate avessero la libertà di provare e riprovare, senza paura del fallimento?


Imparare a gestire gli errori

La cultura dell'errore è quindi un elemento importante dei sistemi di Performance Management perché solo coltivandola le organizzazioni possono veramente perseguire l'obiettivo di crescere e generare performance di successo.

Il miglioramento, sia a livello di singolo individuo sia di team, passa infatti dalla capacità di gestire l'errore. Fondamentale è il ruolo del manager-coach che, grazie a una leadership ausiliaria, sappia accompagnare le proprie risorse verso la consapevolezza del ruolo che ricoprono e li aiuti a sviluppare autenticità.

Imparare a convivere con la possibilità di errore e avere i giusti strumenti per gestirlo ha numerosi risvolti positivi. Le persone sono incoraggiate ad assumersi maggiori rischi e a sperimentare nuove soluzioni, e risultano più orientate alla ricerca dell'eccellenza anziché costrette in un approccio di tipo conservativo

 

Non perderti la nostra infografica sull'importanza dell'errore in azienda!

 

 

 

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