Dal lavoro di gruppo al lavoro di squadra

 

In questo articolo ci occuperemo della capacità di teamwork. Questa sarà l’occasione per analizzare il libro dal titolo “Gioco di Squadra”, scritto da due professori di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, Quaglino e Cortese.

Il testo è sicuramente di natura tecnica, ma non necessariamente specialistica. Infatti, spesso ne viene consigliata la lettura nei percorsi di sviluppo dei comportamenti organizzativi, per la sua snellezza e chiarezza. Il vantaggio di una lettura come questa è che non rimane solamente teorica ma, al contrario, si avvale di un buon numero di casi che vengono descritti dagli autori. Essa rende evidente come il gruppo di lavoro, nelle sue differenti declinazioni, possa essere un valore aggiunto sia per le organizzazioni all’interno delle quali nasce, sia per i soggetti che ne fanno parte.

La forza del gruppo, le capacità che esprime, ciò che può produrre, deve risultare, per essere giustificata la sua esistenza, maggiore della somma dei contributi dei singoli interlocutori che lo compongono. All’interno del perimetro di coordinamento di un gruppo di lavoro, diviene quindi essenziale definire l’obiettivo che il gruppo vuole perseguire, il metodo per farlo e con quali risorse.

Il coordinamento di un gruppo è ciò che ne governa il funzionamento. Però attenzione: in questo caso non parliamo della leadership di un singolo che emerge per gestire il team ma del gruppo stesso che si fa promotore di processi che portino al successo delle sue finalità.

Coordinare significa, allora, alimentare e costruire la fiducia, far sì che attraverso il gruppo ogni singolo partecipante possa acquisire consapevolezza dei suoi mezzi e di quelli che il gruppo potrebbe fornirgli. Il libro esemplifica 7 azioni che definiscono il coordinamento: il significato, l’energia, la vicinanza, il clima, la cura, l’esempio e la coesione. Il coordinamento diviene, quindi, una responsabilità diffusa.

 

L’OBIETTIVO DI UN GRUPPO

 

L’obiettivo di un gruppo è quell’elemento che ne determina l’esistenza, anche se può capitare che non sia evidente a tutti i membri, oppure che non sia loro comune: ognuno può partecipare ad un gruppo di lavoro con motivazioni differenti, in effetti.

Il raggiungimento di un obiettivo prevede un metodo, il quale deve facilitare il lavoro del gruppo, e che dal gruppo stesso deve essere condiviso: questo implica anche una continua attenzione alle relazioni che si instaurano all’interno del gruppo, che lo animano e che ne costituiscono l’ossatura.

Infine, le risorse del gruppo: ovviamente le persone che lo compongono, le relazioni che le uniscono, ma anche le informazioni sulle quali il gruppo lavora; e, concludendo, il tempo, che ne scadenza l’esistenza.

A questo punto vi vogliamo coinvolgere; che tipo di esperienza avete fatto in gruppi di lavoro? Come, secondo voi, si deve interagire all’interno di un gruppo per poterlo rendere più performante?

E ancora, esiste una differenza tra gruppo di lavoro e gioco di squadra? Se sì, come si declinano queste differenti tipologie di modelli operativi?

Fateci sapere!

 

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